Le società contemporanee appaiono sempre più multiculturali, ovvero sempre più chiaramente caratterizzate dalla presenza di individui e gruppi, appartenenti a culture diverse da quella autoctona, che richiedono con sempre maggiore consapevolezza di essere riconosciuti come uguali ad ogni altro cittadino e, nondimeno, per la loro particolarità culturale, che desiderano rispettata e difesa. L’ambito pubblico, divenuto multiculturale, si trova pertanto costretto a confrontarsi con un enorme spettro di problematiche che, pur possedendo un immediato risvolto sul piano sociologico, politologico e giuridico, sembra tuttavia richiedere un approfondimento sul piano filosofico, funzionale ad una migliore focalizzazione delle loro scaturigini più profonde e radicate. Sotto questo profilo Charles Taylor, l’indiscusso teorico e difensore delle rivendicazioni identitarie delle culture minoritarie, è il punto di flesso da cui iniziare una rinnovata e disincantata analisi della nozione di società multiculturale che, nonostante i limiti definitori di cui si avrà modo di discutere, rinvia ad un fenomeno reale: la sfida della convivenza e le condizioni di un suo costruttivo e pacifico esercizio.
In tale lavoro, sintesi di una più ampia ricerca, si intende dapprima presentare la prospettiva di Taylor rispetto al tema del riconoscimento, cercando di coglierne la specificità e i nessi concettuali che essa implica, tra la tematica identitaria e quella multiculturale. Nella seconda parte, si cercherà di tratteggiare i contorni della questione legata al misconoscimento all’interno della sfera multiculturale, rielaborando i termini della sfida che Taylor ha avuto il pregio di tracciare ma, forse, non di condurre alle sue ultime conseguenze.